Il biologo apprendista stregone ; Le manipolazioni genetiche

J. Lejeune

Studi Cattolici, ottobre 1976, N°188. 20131 milano - via stradivari 7 spediz. in abb. post. gruppo III.


Sommaire

In questo testo, che riprendiamo dal n. 126 della rivista "Permanences", il prof. Jérôme Lejeune ordinario di genetica fondamentale nell'università di Parigi, descrive le allucinanti prospettive della manipolazione genetica, sperimentata dapprima sui batteri e applicabile sui geni dell'uomo, sui feti, e addirittura sugli individui adulti. Ad ogni passo si aprono enormi interrogativi morali, ai quali purtroppo molti scienziati contemporanei dà nno risposte inadeguate. In margine, si può trarre una conclusione inoppugnabile: le stesse possibilità di manipolazione genetica stanno a dimostrare che fin dal concepimento l'embrione è un essere distinto dalla madre, dalla quale pure dipende. L'applicazione al caso dell'aborto viene da sé.

In ogni tempo, l'uomo ha tentato di migliorare i risultati che venia osservando dal succedersi delle generazioni. Per convincersene basta considerare l'interesse che tutti i papali hanno sempre manifestato per la massima esattezza nelle genealogie. L'uomo ha utilizzato i mezzi che la natura ha messa a sua disposizione, e fino a tempi molto recenti, nella speranza a cal desiderio di generare individui d'élite, non ha preso in considerazione che procedimenti estremamente semplici. Già Platone aveva teorizzalo che nella sua Repubblica solo gli individui particolarmente belli e dotati avrebbero dovuto riprodursi. I nazisti avevano proposto teorie simili, selezionando dei riproduttori secondo concetti semplicistici.

Per dare un'idea che consenta di comprendere le difficoltà del metodo, mi serviró di un aneddoto. La famosa danzatrice Isadora Duncan, ammirata per la sua bellezza ma non altrettanta per il suo spirito, conversando un giorno can Bernard Shaw ne fu talmente soggiogata, che gli propose: " Maestra, noi debbiamo aver un figlio. Perché egli avrà il vostro spirito e io gli donerà la mia bellezza ". Bernard Shaw dopo aver riflettuto un attimo le rispose: " Sì, madame. Ma se avvenisse il contrario?".

L'intervento dell'uomo sulle manifestazioni della vita si è notevolmente accresciuto nel recente passato, in tutte le sue possibilità . Dal paleolitica ai nastri giorni, addomesticando gli animali e selezionando le piante utili, l'uomo ha fatto della genetica rispettando i fenomeni naturali.

Solo molto recentemente una maggiore conoscenza dei modi di trasmissione della vita ha rotto questo equilibrio con l'introduzione di tecniche che i processi naturali non potevano in alcun modo realizzare.

Per non fare che qualche esempio, l'utilizzazione in grande scala dell'inseminazione artificiale sugli animali da allevamento ha permesso di superare barriere geografiche e comportamenti sessuali altrimenti insormontabili. Così pure, la manipolazione genetica dei batteri ha recentemente permesso di mo dificare a volontà alcuni caratteri genetici, e creare delle matrici che nessuna selezione naturale o artificiale avrebbe mai permesso di produrre.

Un aumento tosi esplosivo delle nostre conoscenze pus trasformarsi in un formidabile pericolo, giacché le manipolazioni genetiche sembrano ora applicabili anche all'uomo.

Questa brutale rottura di un equilibrio millenario tra l'essere pensante e la natura vivente genera una profonda angoscia. La nostra generazione possiede la saggezza sufficiente per usare con prudenza una biologia snaturata?

Senza intrattenerci troppo sui meccanismi molecolari di trasmissione della vita, e senza entrare nei dettagli delle tecniche di laboratorio, è possibile esaminare rapidamente le applicazioni prevedibili can i mezzi già disponibili.

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Modificazioni genetiche nei batteri

Sappiamo che l'informazione genetica viene trasmessa da una molecola particolare, il DBA. Seconda l'ordine con cui le basi puriniche e pirimidiniche si dispongono in questa molecola molto lunga, si istituisce un particolare codice genetico. Un po' come avviene per il nastro di un magnetofono, sul quale si trova registrata un'intera sinfonia, i cromosomi contenenti il DNA e situati nel nucleo di ogni cellula, sano i portatori dell'informazione genetica.

Nella stesso modo in cui l'inserimento di un nastro in un magnetofono in posizione di marcia obbliga quest'ultimo a restituirci esattamente la musica registrata, il materiale genetica contenuto in un nucleo cellulare detta alla cellula e ai suoi discendenti un comportamento particolare.

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La scissione del DNA

In organismi rudimentali come i batteri, la molecola di DNA può essere modificata can relativa facilità . Da alcuni anni si conoscono infatti degli enzimi capaci di spezzare la molecola in punti esattamente determinati; è cosí passibile preparare parti staccate che possono essere can estrema precisione inserite nelle fenditure così create: È quindi possibile prelevare un segmento di DNA da un organismo qualsiasi e inserirlo nel patrimonio genetico di un batterio. La precisione e l'efficacia lasciano ancora a desiderare, ma il principio è indiscutibilmente acquisito.

Tali fenomeni sono completamente differenti dalle mutazioni ordinarie.

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Le mutazioni provocate

Già da molto tempo sapevamo che le radiazioni atomiche, o certe sostanze chimiche altamente reattive come i 'radicali liberi', potevano modificare localmente la molecola di DNA producendo un cambiamento malto localizzabile, un po' come un refuso dovuto all'inavvertenza del tipografo.

Queste mutazioni, di primo acchito stabili e trasmissibili, erano assolutamente imprevedibili. L'irraggiamento colpiva ovunque, e non si poteva prevedere quale gene sarebbe stato interessato, né in che senso sarebbe stato modificato. Da ciò la necessità di attendere i risultati, la maggioranza assoluta dei quali si rivelava sfavorevole, e di selezionare eventualmente le modificazioni interessanti che avrebbero potuto, per buona sorte, prodursi.

A ogni modo tali mutazioni provocate van potevano che modificare alla cieca un gene preesistente, ma mai assolutamente inserirne uno nuovo.

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Le mutazioni controllate

L'inserimento di nuovi geni è possibile nei batteri utilizzando come veicolo un virus, un batteriofago che trasferisce un frammento estraneo all'interno del corpo batterico. Accappiando le due tecniche della iattura del DNA e dell'introduzione attraverso un agente vettore, potrebbero essere prodotte delle mostruosità , e potrebbero essere ottenuti dei batteri contenenti un gene di origine umana.

A priori, ci si potrebbe proporre di fabbricare in tal modo certi prodotti utili e la cui sintesi é estremamente delicata (polipeptidi orinaveli, medicamenti diversi, ecc.) trasformando delle culture batteriche che diventerebbero delle fonti di produzione paco costose e fantasticamente specializzate.

Poiché, tuttavia, l'incertezza delle manipolazioni fa paventare l'apparizione di agenti patogeni ora sconosciuti e resistenti a ogni antidoto, e inoltre modificazioni impreviste potrebbero rendere cancerogeni agenti finora benigni, l'Accademia delle Scienze di Washington ha proposti una moratoria su questi esperimenti finché le loro conseguenze siano ancora mal conosciute.

Tanta prudenza potrà apparire forse esagerata. Per alcuni evocherà gli antichi timori di vedere i viaggiatori soffocati dalla velocità dei treni, o di costatane l'aumento delle fratture della caviglia in seguito alla costruzione dei marciapiedi, tutti argomenti trottati in altri tempi da dotte accademie.

Tuttavia questa messa in guardia é una saggia misura per prevenire dei rischi, molto poco probabili è vero, ma che nulla può escludere a priori.

Questa prudenza, assai stranamente, viene meno quando si tratta di effettuare sull'uomo le nuove manipolazioni, e negli scritti degli stessi scienziati che considerano con timore le modificazioni dei batteri troviamo le più varie proposte di intervento sugli esseri umani.

Tale differenza é forse il rischio più grave di uno mancanza di criterio da parte degli scienziati. Se si giunge a predicare la cautela negli esperimenti sui batteri, mentre si considerano con disinvoltura le manipolazioni più ardite sull'embrione umano, significa che il rispetto dei propri simili si va oscurando nelle società 'avanzate', in cui si prendono in considerazione sola le capacità tecniche. Ci si rende conto che stiamo avviandoci a costruire una scienza, come pure un tipo di morale, rigidamente empirica, fondata sulla probabilità che un'azione malvagia costituisca un pericolo per colui che la compie e non per colui che la subisce.

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Manipulatzione dei geni nell'uomo

Estendere alla nostra specie i successi attenuti coi batteri é un'estrapolazione azzardata, che piace soprattutto ai sensazionalisti.

A priori la sostituzione di un gene difettoso sarebbe molto desiderabile. La si potrebbe realizzare o inserendo, al posto del gene anormale, un segmento di DNA sezionato su misura e portatore dell'informazione genetica desiderata, o infettando le cellule con un virus portatore di un fattore genetico utile, capace di crescere senza causare danni.

L'interesse per queste manipolazioni é evidente.

In un gran numero di affezioni genetiche, il malato è incapace di reagire can reazioni chimiche particolari e tutta la terapeutica sostitutiva mostra che quando tale reazione può venir messa in moto, il inalato 'guarisce'. È il classico fondamento della cura del diabete mediante l'insulina.

Quali che siano tuttavia le rumorose dichiarazioni della stampa, la terapeutica per inclusione del gene è al di fuori della nostra portata, e lo sarà per un periodo non ancora stimabile.

Senza voler profetizzare, perché tutti sanno quanto velocemente si evolvano le concezioni nella scienza, possiamo dire che i pericoli della biologia denaturata non provengono attualmente da questi metodi, almeno per la nostra specie.

Altri sano i tipi di manipolazioni da considerare con estrema prudenza, e cioè quelli che non si basano su degli elementi del codice genetico, ma su sistemi già più complessi : innanzitutto le cellule produttrici, poi l'embrione o il feto, e perfino l'adulto stesso.

Ci sono dei rischi molto reali, giacché i metodi sono già codificati, che devono essere discussi.

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Azione sulle cellule riproduttrici

È relativamente facile manipolare le cellule maschili, gli spermatozoi, che sono perfettamente equipaggiate per sopravvivere al di fuori del loro tessuto di formazione e sano capaci di sopportare e di effettuare, da sole, quell'immenso e pericoloso viaggio dalla cavità vaginale fino all'ampolla della tromba di Falloppio, dopodiché sono finalmente in grado di venire a contatto con l'ovulo fecondato.

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Il freddo intenso

Sottoponendoli al freddo intenso (circa -180 gradi nell'azoto liquido) é possibile conservare gli spermatozoi per più di dieci anni. Teoricamente se la conservazione avvenisse il più vicino possibile allo zero assoluto, dovrebbe poter essere quasi indefinita.

Ad un freddo così intenso corrisponde un arresto di tutte le attività chimiche e le cellule sono coli fissate in una sorta di sospensione della durata fisiologica. Se ci si é curati di abbassare progressivamente la temperatura e di mettere gli spermatozoi (o qualunque altro tipo di cellula) in un ambiente adatto che permetta alle molecole di solidificarsi come un 'vetro', e non come un ammassa di cristallo, la loro intima struttura sarà preservata interamente.

Dopo il riscaldamento, le cellule si riattiva no e gli spermatozoi ritrovano la loro mobilità e il loro potere fecondante.

Ulteriori utilizzazioni sana possibili, e alcune sono state già realizzate.

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La banca dello sperma

Si può agevolmente convenire che possa essere estremamente utile conservare il seme di un riproduttore, un po' come si fa per quelli delle piante. In veterinaria tale procedimento rende enormi servizi, perché è possibile, dopo alcune prove, saggiare la qualità della discendenza di uno stallone a di un toro prima di utilizzare l'inseminazione artificiale su larga scala.

Nella nostra specie l'inseminazione viene so prattutto utilizzata per sopperire all'impossibilità di fecondazione.

Per esempio molte migliaia di bambini americani nacquero da padri lontani dalla loro casa durante la guerra di Corea. Tutti questi bambini erano biologicamente legittimi (a mena di errori di flaconaggio).

L'inseminazione è un atto relativamente semplice, giacché il deposito sul collo dell'utero a della cavità stessa realizza una delle tappe del processo naturale.

L'altra utilizzazione riguarda l'infecondità maschie : in questo caso ci si serve dello sperma di un donatore. Qui i figli sono adulterini, poiché il loro padre biologico non è il marito della loro madre.

Sarebbe lecito temere numerose conseguenze psicologiche per la madre e il bambino, checché ne dica una certa opinione su questo punto. Tuttavia, biologicamente, i bambini sono assolutamente naturali, come i figli adulterini o gli illegittimi.

L'idea di selezionare il seme di alcuni soggetti considerati superiori non ha mancato d'essere lanciata. Feu Müller, Premia Nobel, propese di sostituire il buon vecchio metodo di fare bambini con una inseminazione volontaria. Come donatori egli propose, tra gli altri, Pasteur, Lenin e Stalin. In un'altra pubblicazione successiva all'avvento al potere di Krouscev, il nome di Stalin era scomparso. Tutti possano notare le difficoltà dei criteri di scelta...

Un rischio ulteriore, più insidioso, è quello delle fecondazioni incestuose sconosciute. In una piccola città , se lo stesso 'donatore' è stato utilizzato per generare numerosi discendenti, c'è il rischio che si verifichino matrimoni tra fratellastri e sorellastre che ignorano totalmente la loro parentela, e verosimilmente casi del genere si sono già verificati negli Stati Uniti.

In questi casi si ripresentano tutti i rischi legati alla consanguineità con i loro effetti negativi sulla discendenza.

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La scelta del sesso

Dalla più remota antichità la nascita in numero pressoché uguale di maschi e di femmine ha fatto sorgere molte ipotesi e un numero ancora più grande di metodi empirici aventi lo scapo di procreare secondo la propria volontà figli o figlie. Finora senza successo.

Come tutti sanno, l'uomo possiede 46 cromosomi, e nel maschio troviamo un X e un Y. Nella fase di produzione delle cellule riproduttrici, solo la metà esatta dei 46 cromosomi si ritrovano nello spermatozoo. In relazione a ciò ogni cellula porta 23 cromosomi cioè un elemento di ciascuna delle coppie, un cromosoma N° 1, un N° 2 e così di seguito fino al N° 22 e poi un X o un Y poiché questi cromosomi sessuali non sono del tutto identici. (Nella femmina, che porta due X, ogni ovulo contiene anch'esso 23 cromosomi, quindi sempre un X).

Vediamo dunque che è lo spermatozoo fecondante che determina il sessa del nascituro. Se porta un X il nata sarà XX, cioè femmina. Se parta un Y il nato sarà XY, cioè maschio.

Sembra che con una colorazione speciale si possa riconoscere se lo spermatozoo parta un X o un Y. Ma un tale intervento comporta la morte della cellula.

L'idea di una scelta è stata spesso avanzata con i sistemi più diversi, ma nessun successo sostanziale è stato ancora segnalato.

Supponendo, e ciò non ha nulla di impossibile, che un giorno possa essere scoperto un metodo efficace, il problema sarà quello di lasciare alla coppia la scelta del sesso dei nascituri. Come dice molto bene Jean de Grouchy ne I nuovi Pigmalioni, lo Stato dovrà predisporre dei computers per sapere quale sarà il metodo migliore per soddisfare il desiderio della maggioranza dei genitori (di quelli che vogliono un figlio) e nel contempo preservare l'equilibrio dei sessi nella successiva generazione. A colpo d'occhio si può già dare la risposta che i computers elaboreranno dopo infiniti calcoli : l'unico mezzo per evitare qualsiasi favoritismo a deliberata ingiustizia consiste nel lasciar fare al caso (come una volta).

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La scelta dei geni dannosi

Un'applicazione ancor più lontana nel tempo potrà essere l'invenzione di un tipo di filtro capace di arrestare gli spermatozoi portatori di un gene dannono per far giungere alla meta solo quelli sani.

Infatti quando un individuo, nella stessa funzione chimica, porta un gene normale e uno patogeno, trasmette l'uno o l'altra indifferen- temente, con una probabilità cioè del 50%. Da cui l'evidente interesse teorico per una simile manipolazione che praticamente annullerebbe il fardello genetico rapportato da ogni generazione. Attualmente è possibile stabilire che un bambino su cento è affetto da una malattia di origine genetica.

In questo campo non è stata ancora inventata alcuna manipolazione, ma sarebbe presuntuoso negare a priori ogni possibilità del genere.

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La manipolazione degli ovuli

I propositi di intervento sulla cellula femminile, l'ovulo, sono molto meno numerasi e molto meno facili da realizzare in quanto il numero di queste cellule è limitato: una per ogni ciclo mestruale in media.

Tuttavia si conoscono diversi cocktails ormonali adatti a provocare delle ovulazioni multiple, e sembra che con questi sarà possibile ottenere da determinate donatrici una decina di ovuli maturi. Dopodiché potranno essere conservati in freddo intenso e utilizzati in un secondo tempo.

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Implicazioni morali

Come si può vedere, tralasciando le teorie che ne danna per certa l'utilizzazione al fine di migliorare la razza umana, la manipolazione delle cellule riproduttrici potrebbe rivelarsi più utile che dannosa.

Per quanto è possibile giudicare, potrebbero rivelarsi più gravi i suoi effetti psicologici. La dissociazione tra paternità e atto d'amore, talvolta paragonata alla sublimazione affettiva riscontrabile nell'adozione, è in effetti molto diversa, perché uno dei procreatori, la madre, è un genitore biologico bona fide, mentre l'altro, il padre, è assolutamente estraneo ai suoi figli.

La generalizzazione di questi metodi potrebbe condurre alla creazione di una 'frattura' ancora maggiore tra le generazioni, con tutta l'instabilità affettiva e razziale che si può intuire.

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La manipulazione dell'embrione

Un nuovo traguardo sarà la fabbricazione in vitro dell'uomo stesso.

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La fecondazione in vitro

Potendo disporre di un buon numero di ovuli e di spermatozoi diventa molto semplice ottenere la fecondazione in un ambiente sintetico, eventualmente sotto controllo microscopico. Non dobbiamo dimenticare che è in questo modo che si ottiene naturalmente la fecondazione di numerose specie acquatiche, senza l'accoppiamento degli individui.

Con gli animali questi esperimenti sono facili; dei topi concepiti in vitro e poi impiantati in una madre adottiva si sono in seguito perfettamente sviluppati.

Questo esperimento è stato tentato anche coll'uomo. In un ambiente appropriata l'uovo cosí fecondato si divide fino a un numero di cellule da 16 a 32 e comincia a organizzarsi. Sembra che si possa raggiungere lo stadio in cui l'uovo si impianta nella mucosa uterina (verso il 5° o 7° giorno). Oltre questo termine, per la mancanza di questa mucosa nutrice che nessun prodotto sintetico può attualmente rimpiazzare, il nuovo essere degenera e muore in pachi giorni. Il bambino-provetta è attualmente irrealizzabile, ma forse non lo sarà in futuro.

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Le nutrici uterine

Con una preparazione ormonale adeguata, tutte le femmine in grado di procreare potranno essere messe in condizione di ricevere uno di questi giovanissimi embrioni. Già la si fa con relativa facilità con i topi.

Nella donna, nonostante molti esperimenti a cui gli autori non hanno dato alcuna pubblicità , sembra che non si sia mai verificata alcuna gravidanza.

Destinato in teoria a sopperire a un'impossibilità di concepimento, per esempio a causa di un blocco delle trombe uterine, questo inserimento dopo la fecondazione in vitro è quasi alla nostra portata.

Una simile manipolazione spezzerà l'ultimo legame tra il bambino e colei che lo porta. Si consentirebbe, infatti, che una donna desiderosa di avere un figlio affidi quest'ultimo, pochi giorni dopo la fecondazione, a una nutrice uterina. Si potrebbe quindi andare alla ricerca della morula nella tromba con una piccolissima incisione della parete addominale (laparoscopia) e inserirla subito in una ricevitrice preparata.

Dopo nove mesi la nutrice metterà al mondo un bambino non suo e la restituirà . alla madre genetica (eventualmente dietro compenso).

Le conseguenze affettive saranno ancora più gravi di quelle già ricordate per l'inseminazione artificiale.

Vedremo incrinarsi l'ultimo legame naturale tra le generazioni. Perché se si patena sempre avere un dubbia su una paternità in certi casi, non se ne potevano mai avere su una maternità dopo aver assistito al parto. Dunque vediamo che questo legame naturale può essere del tutto spezzato, quantomeno in alcuni casi particolari.

Alcuni affermano che questo sistema sarebbe molto vicino a quello della nutrice tradizionale che allatta il bambino nei casi in cui la madre non è in grado dr farlo. lo non lo credo. Credo invece che vorrebbe dire degradare la dignità della madre e il rispetta che si deve avere per la maternità . Temo anche che il fatto di possedere questa tecnica passa contribuire alla rovina del buon senso naturale e del rispetto che abbiamo per gli esseri umani.

Parlo di queste cose perché stanno ormai per realizzarsi, essendo le tecniche già a buon punto.

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Le ibridazioni contro natura

La barriera genetica tra le specie è costituita come si sa, dalle differenze esistenti nelle strutture cromosomiche e non da un'incompatibilità tra i patrimoni genetici propriamente detti.

Così per l'asina e il cavallo dei quali l'ibrido è il bardotto (o il mulo se si tratta di una giumenta e di un asino). L'ibrido è perfettamente vitale e ben costituito, ma sterile. Da cui l'impassibilità di trasferire il gene di un asino in un cavallo o viceversa.

Da poco tempo sappiamo che la somiglianza dei geni è molto grande tra l'uomo e lo scimpanzè e che le loro differenze cromosomiche sono molto meno marcate di quelle esistenti tra l'asino e il cavallo. Se consideriamo tutte le lettere che compongono il messaggio ci accorgiamo che siamo simili al 99 % .

Il tentativo di ottenere degli ibridi contro natura mediante fecondazione in vitro e inserimento uterino successivo, non è mai stato reso noto finora. Nessuno sa a priori che stadia di sviluppo potrebbe essere raggiunto, ma è certa che la tesi sostenuta da Vercors in Gli animali denaturati rischia di diventare un oggetto di discussione scientifica, senza tralasciare le considerazioni filosofiche e morali riguardanti non tanto gli eventuali risultati, quanto la manipolazione stessa.

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Le culture cellulari ibride

Tutt'affatto diversa è la tecnica di ibridazione forzata tra cellule ordinarie, cioè non riproduttrici. Con l'aiuto di un'infezione virale (virus di Sendhai) la manipolazione consiste nel coltivare a contatto tra loro cellule di due specie differenti. Sorieul ha scoperto che le cellule si fondono e mettono in comune i loro complessi cromosomici.

Durante le generazioni successive tale legame si indebolisce e a poco a poco i cromosomi di una delle due specie di cellule vengano rigettati a uno a uno (a press'a poco). i genetisti hanno approfittato di questa processo per scoprire quale cromosoma (il 1°, il 2°, ecc.) porta un dato gene. Per esempio è sufficiente scegliere in partenza delle cellule umane e farle fondere con cellule animali portatrici di un gene anormale che le rende incapaci di contribuire a una certa reazione chimica. L'ibrido cellulare effettua normalmente la reazione, ma se perde il cromosoma umano portatore del gene 'sano', tale sua capacità viene meno. Dunque è sufficiente, controllando l'evoluzione del compasso, stabilire che in presenza di un determinato cromosoma la reazione si verifica, mentre ciò non avviene quando lo stesso cromosoma è stato rigettato, per localizzare il gene studiato.

In questo modo sono state localizzate parecchie decine di geni, il che rappresenta un progresso molto importante che prosegue a un ritmo accelerato da un anno o due.

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Il miscuglio degli embrioni

La conservazione di embrioni molto giovani al freddo intenso non presenta particolari difficoltà e sono possibili parecchie manipolazioni.

Si può spezzare un giovane embrione in più parti, secondo un processo che ricorda quella dell'insorgere di veri gemelli. Si otterrebbero coli delle 'figliate' di 2, 4, 8 o 16 individui assolutamente identici (da impiantare in nutrici uterine diverse per questioni di volume). Sarà anche possibili far collaborare due o più embrioni all'edificazione di un solo individuo. Il potere di regolazione embrionale è sorprendente in questo stadio molto precoce e si sono potuti produrre dei topi multiparentali. Il record è di quattro madri e quattro padri.

Un'anomalia di questo genere esiste eccezionalmente anche nella nostra specie. Certi malati, definiti ermafroditi, sono portatori di cellule maschili XY e di cellule femminili XX, per cui possiedono simultaneamente caratteri sia maschili che femminili. Essi sano la risultante della collaborazione di due ovu- li gemelli fecondati.

Nessuno sa se l'unione di un embrione di bambino bianco con uno di bambino negro produrrebbe un soggetto di colore meticcio o con pigmento a scacchiera, come avviene nei topi. Altrettanto incerti sarebbero gli effetti dell'unione di un embrione di atleta con uno di matematico (supponendo che tali qualità possano essere previste così presto), e nessuno sa se il bambino risultante cumulerebbe le capacità di entrambi i suoi 'antenati immediati'.

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La moltiplicazione vegetativa

Benché l'innesto e il margottaggio, cosí cari agli arboricoltori, non possano essere applicati agli organismi superiori, diverse manipolazioni permettono una moltiplicazione asessuata, cioè di tipo vegetativo.

Per esempio sappiamo, dopo gli esperimenti di Gordon e King, che negli anfibi è possibile prelevare il nucleo di un uovo fecondato e sostituirlo con quello di un altro. L'individuo risultante possiede i caratteri della razza donatrice del nucleo (non di quella donatrice dell'uovo).

Alcuni nuclei cellulari, come quelli della mucosa intestinale, sono sì in grado di assumere la direzione genetica dell'uova manipolato, ma non è risai stato raggiunta un risultato completo.

Le possibilità di estrapolazione sono molto più. rischiose nell'uomo che nel topo, risultati probanti ce lo confermano.

Vediamo da quale pericolo siamo per ora salvaguardati. Supponiamo che il metodo sia a buon punto e che il donatore abbia le seguenti caratteristiche: buon sposo, buon padre, bello, forte, intelligente, e, per finire in bellezza, anche eminente biologo. (Non ci riferiamo a nessuna persona esistente o già esistita, tanto le interpretazioni potrebbero essere diverse e criticabili!). Da alcune migliaia delle sue cellule potremmo estrarre altrettante migliaia di nuclei, inserire poi ciascuno di essi in un uovo fecondato precedentemente enucleato, e con l'intervento di migliaia di nutrici uterine, assistere alla nascita di migliaia di piccoli cittadini tutti ugualmente belli, forti, intelligenti e eminenti biologi!

Nessuna scienza resisterà alla formidabile sclerosi derivante dall'afflusso di un tal numero di adepti. Essendo tutti possessori degli stessi titoli di nascita e delle stesse doti personali, assisteremo a una canalizzazione a senso unico dell'evoluzione intellettuale di tutta una generazione! Lo spirito della ricerca sarà ben presto sostituito da un nuovo conformismo!

E che avverrebbe se avessimo scelto questo o quel personaggio storico? Quale sarebbe il nome la cui moltiplicazione in migliaia di individui potrebbe essere considerata senza timore?

Sembra che solamente negli armadilli (piccoli mammiferi a guscio) la natura riesca a produrre fina a dodici esemplari uguali da uno stesso essere. Nell'uomo i gemelli autentici non superano quasi mai i due individui.

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La partenogenesi

Un altro pericolo, anch'esso alquanto lontano, è quello della partenogenesi, fenomeno pressoché inesistente nella nostra specie (considerando la media statistica), sebbene la classica cisti dermoide dell'ovaio nelle giovinette potrebbe essere considerata una forma lontanamente simile a questo tipo di riproduzione.

A causa del determinismo cromosomico dei sessi, la discendenza partenogenetica. sarebbe composta, salvo il caso di un mosaicismo imprevisto, esclusivamente da femmine. Secondo che l'anomalia dipendesse dall'assenza di ogni riduzione cromosomica o dalla reintegrazione secondaria del 2° globulo polare, le figlie sarebbero tutte identiche tra loro oppure rappresenterebbero tutte le possibili variami attorno al tipo comune rappresentato dalla loro madre.

Finché non saremo in grado di dare un giudizio conclusivo su questi 'miscugli' embrionali, essi non presenteranno alcun interesse per la nostra specie. La Bokanofskification di cui parla Aldous Huxley ne Il migliore dei mondi è più un'angoscia che una speranza, e la manipolazione pura, fatta per vedere, per sperimentare quali potrebbero essere i mostri realizzabili, è una tentazione dello spirito di curiosità , non un mezzo di conoscenza razionale.

Nello stato di ignoranza attuale, possiamo pensare infatti che le stesse conoscenze, in anima vili, noi le potremmo apprendere comunque, salvo tener conto della relativa grossolanità nei nostri mezzi di indagine.

L'aspetto pericoloso della questione è che la vita umana, considerata senza prezzo, in effetti ai nostri giorni ne ha più di ogni altra cosa, almeno per molti.

II solo interesse derivante da questi sistemi riproduttivi, sia per mezzo delle nutrici uterine che per mezzo delle provette (non ne esistono ancora) consisterà nell'istruire la popolazione sul fatto che il feto non è un frammento della madre. Sarà importante che si comprenda che quando una donna diventerà una nutrice uterina e avrà avuto nel suo ventre un feto che non sarà il suo, quando lo avrà messo al monda non potrà giammai affermare che si tratta di suo figlio, perché biologicamente non lo potrà mai essere. In altre parole, queste manipolazioni ci insegnano quello che ci suggerisce il buon senso : e cioè che il piccolo essere che vive in una donna ha bisogno di sua madre, ma non è sua madre. Ciò sarà dimostrato da esperienze certamente pericolose, ma che risulteranno irrefutabili.

È possibile andare ancora più lontano e manipolare non più l'embrione, ma il feto. E sfortunatamente ciò viene fatto.

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La manipulazione del feto

Dopo che numerosi paesi, cosiddetti civilizzati, hanno ammesso che la vita di alcuni esseri non possa, per legge, essere protetta, i feti umani possono essere eliminati se la loro madre rifiuta il ruolo di nutrice uterina legittima.

Allora diventano realizzabili certe manipolazioni, e già sono praticate sia nell'utero che fuori dall'utero.

È possibile per esempio amministrare alla madre determinate droghe per vedere se all'inizio della gravidanza possono causare malformazioni del feto.

Fuori utero, negli aborti a 3, 4 o 5 mesi sono possibili esperimenti di neurologia o di psicologia.

Ricorderete certamente il disastro del talidomide. Si tratta di una droga calmante, molto efficace, ma che provoca interferenze dannose nel processo di formazione degli arti, tanta che le donne incinte che hanno preso questa medicina hanno visto i loro figli nascere con le membra atrofizzate a addirittura senza membra. A causa del talidomide sono nati nel mondo più di 15.000 bambini senza braccia e senza gambe. In Francia non ne è nato quasi nessuno per una ragione molto semplice: si trattava di un prodotto chimico nuovo, soggetto ad autorizzazione. Questa era già nata data, ma a causa della lentezza amministrativa, non divenne effettivamenteoperante che nella settimana in cui in Germania ci si rese conto della catastrofe che quel farmaco produceva. Un ritardo amministrativo di due anni salvò almeno 5.000 francesi! (Perché anche noi avremmo assistita allo stesso dramma, in quanto nessuno aveva un'idea della tossicità di quel prodotto).

Al giorno d'oggi, alle donne incinte desiderose di interrompere la gravidanza, si prescrivono ire malti paesi dei prodotti, tossici o no: si promette loro una certa somma di denaro, ci si incarica dell'aborto, dopodiché si esamina il feto. L'interesse teorico non è assente, nel sansa che per certi prodotti chimici non siamo in grado di scoprire, servendoci degli animali, se sono tossici anche per l'uomo. Affermare che un medicamento non ha causata malformazioni nelle piccole scimmie non prova che non potrebbe avvenire il contrario per l'uomo. E si finisce per servirsi del feto, dopo avere deciso di ucciderlo, come di un materiale per esperimenti. Ma cosí facendo si distrugge quel rispetto che si deve nutrire per un essere umano, soprattutto se è così piccolo e indifeso.

Può darsi, si dirà , che queste vivisezioni diventino utili alla scienza poiché certi fenomeni non possono essere studiati che sull'uomo stesso. Se consideriamo i mezzi impiegati, questa spiegazione è falsa. La vera ragione, per quanto degradante passa sembrare, è malto più meschina. Il feto di scimpanzé costa molto caro (bisogna mantenere un allevamento) mentre quello umano non casta nulla!

Ci si può render conto, da questo solo fatto, dei pericoli che una biologia denaturata, preoccupata solo dell'efficacia e del denaro, può rappresentare per l'intelligenza e la sensibilità !

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La salute attraverso la morte

Grazie a tecniche molteplici il destino biologico del bambino può essere conosciuto molto presto, ancora nel ventre della madre. Prelevando del liquido amniotico in cui si trova immerso il feto, è possibile esaminare le cellule del nascituro e scoprire numerose malattie, sia cromosomiche che genetiche. A questo punto la ricerca si conclude can l'eliminazione deliberata dei malati. E tale pratica è divenuta talmente abituale negli U.S.A. che uno dei suoi sostenitori ha concluso che ogni ricerca intesa a guarire i malati viene superata da questa soluzione ultimativa.

" Infatti l'introduzione dell'aborto pone un serio problema etico per la ricerca di misure terapeutiche più conservative. Esse saranno insicure negli stati precoci, e sicuramente ne risulterà un notevole numera di bambini ancora malati, sia per un controllo insufficiente della malattia sia per effetti collaterali del trattamento. Per queste ragioni la diagnosi prenatale e l'aborto saranno proba bilmente da preferire ad ogni altro approccio alla terapia genetica" (Lederberg).

È impanante notare che si tratta di un Premio Nobel che si rivolge a una élite scientifica. Ciò vuol dire che quando si comincia a sragionare, si perde ogni contatto con la realtà . Dal momento che si possono uccidere i malati, non vale più la pena di curarli! È vero che in una economia da campo di concentramento, se possiamo eliminare quelli che non sano più utili, è inutile prendersi la briga di curarli. Ma noi non siano in un campo di concentramento. E anche se un bambino sofferente di una grave malattia potrà , all'inizio della ricerca, essere guarita solo parzialmente, saremo ugualmente orgogliosi. Perché, per noi, un malato è un uomo, non è solo una sindrome, è un essere che soffre e, anche se non possiamo aiutarlo che parzialmente, già solo questo è molto importante.

Queste manipolazioni sono destinate ad acuire il fossato che separa le generazioni, e sappiamo bene che le leggi attuali non hanno fatto nulla per colmarlo: anzi, le leggi sull'aborto, emanate in molti paesi, l'hanno riempito di sangue.

Immaginare che un progresso tecnico (la diagnosi precoce) imponga un ritorno alla soluzione finale (aborto) e biacchi tutta l'espansione della medicina genetica, è probabilmente un giudizio erroneo, ma costituisce una condanna, forse involontaria ma terribile, della direzione presa dalla biologia snaturata.

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La manipulazione dell'adulto

Date le maggiori capacità attuali degli strumenti di intervento sia chimici che chirurgici, anche l'adulto può essere manipolato.

Non parleremo qui dei trapianti d'organo che sollevano gravi problemi per il donatore, ma che rispondono alla necessità di aiutare i propri simili conformemente alla tendenza più nobile della natura umana e alla ragion d'essere della medicina.

Due ulteriori pericoli meritano di essere segnalati.

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La manipolazione del sesso

Certamente è impossibile trasformare un uomo in una danna e viceversa, e tutte le storie che riferiscono casi simili non sono che da imputarsi a un cattivo giornalismo sensazionalistico.

Al contrario i cacktails ormonali uniti alla chirurgia mutilante passano trasformare l'aspetta e la psicologia del soggetto.

Per quanto eccezionali, quelle mutilazioni che agli occhi dei profani potrebbero passare per prodezze tecniche hanno per effetto di non tenere in alcun conto la costituzione sessuale, modificata a volontà .

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Le manipolazioni della sessualità

Altri parlano dei guasti causati dai cambiamenti sopravvenuti nel comportamento sessuale nei nostri paesi durante gli ultimi anni. Tra tutti i pericoli derivanti dall'uso di contraccettivi ormonali, alcuni sono stati esagerati, altri invece sottovalutati, ed è difficile fare un bilancio preciso. Appare evidente, almeno agli occhi dello specialista, che una manipolazione del delicata meccanismo ovarico della donna non possa non avere conseguenze.

Un punto molto particolare su cui la nostra ignoranza è totale è quello della 'pillola' alle adolescenti. Tra gli 11 e i 12 anni si verifica normalmente la rivoluzione puberale. E sappiamo che è un momento in cui si formano le nostre idee più intime, quelle derivanti da una nuova presa di coscienze dell'individuo: la crisi dell'adolescenza che segue quella della pubertà è il momento in cui finalmente si definisce la personalità e si disegnano i grandi tratti del carattere. Ora noi sappiamo che le relazioni tra il sistema nervoso della base del cervello e l'ipofisi sono molto complicate se esistano dei trasmettitori chimici che escono dalle cellule nervose per entrare in quelle endocrine (cioè quelle che secernono gli ormoni) e non soltanto degli armoni che vanno a eccitare le cellule nervose. Adesso sappiamo che ciò avviene nei due sensi in un modo estremamente, complicato. Sappiamo anche che il completamento del sistema nervosa non termina che con i 17 o 18 anni. Questo processo e il funzionamento del cervello dipendano parzialmente dagli equilibri ormonali. Nessuno sa quali effeto il turbamento chimico della pillola possa avere su un organismo di 12 o 13 anni, ancora molto lontano da una completa maturità . Quando osserviamo che un numero notevole di ragazze farà uso di quella pillola non passiamo fare a mena di provare spavento per tanta imprevidenza.

Uno degli aspetti meno evidenti (accanto alle ripercussioni eventuali sullo sviluppo dei caratteri sessuali primari o secondari, o a un passibile affetta sulla successiva fecon- dirà ) è quello dei rapporti tra la maturazione del sistema ipofisario, ipotalamico e limbico, e l'equilibrio ormonale della ragazza.

Forse un'imprudenza inaudita, estesa a tutta una generazione, potrà rivelarci, con un esperimento di massa, i temibili effetti sulla regolazione dell'umore, sulla costituzione del carattere e sulla maturazione della coscienza e dei sentimenti esercitati da condizioni chimiche perturbate.

Crediamo di aver dato l'avvio nei paesi occidentali a un esperimento esteso a tutta una generazione di giovani; sappiamo che ci saranno degli effetti, ma non ne conosciamo le dimensioni : per la prima volta abbiamo rischiato la vita affettiva e intellettuale di un' intera generazione di fanciulle. Anche se il danna non sarà grande, è ugualmente un'imperdonabile ingiustizia non aver fatto l'esperienza sugli animali prima di farla sulle fanciulle.

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Le manipolazioni dello spirito

Sarebbe estraneo al nostro scopo discutere degli sviluppi recenti della biochimica e della farmacologia del sistema nervoso centrale. Sia che si tratti della scoperta del centro di percezione del benessere la cui stimolazione elettrica provoca un relativa nirvana o dell'uso delle droghe di cui conosciamo la diffusione, non passiamo passare sotto silenzio il rischio di colpire direttamente lo spirito.

Da una parte, siamo quasi riusciti a guarire chimicamente certe affezioni mentali molto gravi, compresi alcuni stati di debilitazione congenita dell'intelligenza (per molte malattie queste conquiste, certamente localizzate, ma quasi totali, fanno ormai parte integrante della pratica medica); dall'altra sarebbe sorprendente che non venissero scoperti degli allucinogeni più potenti e più specifici dell'L.S.D. o degli euforizzanti più stupefacenti della stessa eroina.

Così il nostro patere sia di alleviare i dolori della spirito che di provocare deliberatamente il vacillamento della ragione sotto l'impulso assoluto del bisogno di piacere, non potrà che accrescersi nel prossimo futuro.

Aldous Huxley aveva ammirevolmente definito col termine 'soma', cioè corpo, la droga deliziosa che provoca una stato artificiale di gioia totale. Ci sembra però che la voluttà continua della mera sensazione costituisca l'antitesi dell'attività dello spirito.

Ed è proprio qui il pericolo.

La Scienza in sé non è da tenere, ma essa può generare le cose migliori o peggiori secondo come viene utilizzata.

Non si tratta di avere paura della scienza. Lungi da me l'idea di impedire la ricerca, carne ha proposto la risoluzione dell'Accademia di Washington. Ma dobbiamo considerare che i dibattiti importanti che si svolgeranno nei prossimi dieci o venti anni saranno di natura squisitamente tecnica. Possiamo rendercene conto con l'energia atomica. Nessuno può affermare che sia in sé positivo o negativo utilizzare l'elettricità derivata dall'atomo. Ma poiché si tratta di sapere in che luogo dobbiamo costruire una centrale e quali sono le norme di sicurezza da rispettare, si comprende come il moralista debba conoscere la tecnologia.

In altre parole, per rispettare il nostro prossimo, non abbiamo bisogno di sapere come vengono prodotte le cellule riproduttrici e i geni. La nostra società , se vuole ancora rispettare l'essere umano, se vuole che siano ancora rispettabili tutti gli individui che la compongono, dovrà apprendere questa tecnologia per poi dominarla. L'albero della scienza è sul punto di ricoprire totalmente l'umanità , e noi dobbiamo impedire che ci soffochi. Questo albero produce frutti ora buoni e ora cattivi. Noi siamo costretti a scegliere. È necessario che le società moderne comincino a comprendere che la scienza in sé non è né utile né dannosa, ma che pupa diventare l'una o l'altra cosa secondo che venga usata per servire l'uomo o per degradarlo.

Le manipolazioni di cui abbiamo parlato non sono che un pericolo per il futuro se consideriamo l'insieme del pianeta.

Ma il vero pericolo è nell'uomo; nello squilibrio sempre più inquietante tra la sua potenza che aumenta e la sua saggezza che regredisce.

È saggio essere un buon apprendista, è il dovere di ogni scienziato, ma è folle giocare allo stregone; nessuno può mai diventarlo.

Aldilà dell'intelligenza c'è un'altra legge di vita che domina anche la ragione. È l'affetto per il proprio simile, la difesa del debole, la compassione per quelli che soffrono e il rispetto senza limitazioni, anche per coloro che sono lontani, estranei, diversi e anche per gli sconosciuti che ci sopravviveranno su questa terra.

Le manipolazioni fuori dal sentiero della natura non sono condannabili, ma quando il sentimento dell'uomo si smarrisce dobbiamo considerare con giusto timore la biologia snaturata.