Personaggi & interpreti

Jérôme Lejeune

Scout n° 32 (Rome), 5 octobre 1991.


Sommaire

Il professor Jéróme Lejeune si è fatto conoscere nel mondo per la scoperta della causa cromosomica del mongolismo. La sua esperienza scientifica gli è valsa numerosi riconoscimenti e gli ha consentito di diventare membro dell'Accademia delle Scienze di U.S.A., Londra, Stoccolma, Italia e Francia. Ciononostante egli continua a lavorare nel suo laboratorio parigino per formare nuovi giovani scienziati e consacrando il massimo del suo tempo nella lotta per la difesa della vita. In questo senso egli si è occupato specialmente in questi ultimi anni degli esperimenti biologici incontrollati.

Il suo impegno è dimostrare che non si tratta di "materiale biologico", come sostengono i manipolatori, ma di un autentico nucleo di vita che merita il nome di persona umana!

I suoi interventi stupiscono talvolta coloro che considerano fine esclusivo l'efficacia nelle ricerche, negli esperimenti e negli interventi biologici, ma per lui ciò che è sacro è la vita, perché la vita è un dono di Dio. Non ha mai avuto paura nemmeno di fronte ai più alti consessi scientifici di proclamare la propria Fede poiché, a suo giudizio, l'etica e la scienza sono inseparabili dalla Fede.

Vi proponiamo alcuni estratti da una conferenza che ha tenuto a Parigi all'inizio di quest'anno.

"Il pensiero moderno attraversa una sorta di deserto. L'80% di coloro che si impegnano nella medicina non credono più in niente e non credono più soprattutto nella medicina. Vi è solo un 15% che si impegna a fondo nel senso di rendere servizio al proprio prossimo. Non deve sorprendere che si sia arrivati a questo punto poiché c'è una malattia dello spirito che ha sconvolto la nostra scienza ed in particolar modo la mia disciplina, la genetica. Il fatto è che da quando i Paesi, un tempo civilizzati, hanno rinunciato sulla base di un semplice voto a proteggere i bambini, si è diffusa una specie di psicologia della disperazione. Una volta in genetica le malattie venivano concepite come delle realtà che bisognava combattere; all'epoca attuale è il malato che viene considerato come qualcuno che bisognerebbe eliminare.

Si è arrivati a tal grado di disperazione che la medicina, non sapendo più guarire certe malattie, decide di eliminare i malati che hanno l'impertinenza di non lasciarsi guarire dalla nostra arte.

Debbo dire che sono molto stupito che nella nostra epoca non vi sia un Molière che venga a fustigare tutti questi sapientoni che pretendono di giocare alla grande umanità eliminando i loro pazienti sotto il pretesto che i loro pazienti sono troppo difficili da guarire.

Eppure siamo a questo punto, e mi rendo conto che tutto ciò è molto diverso da ciò che ho conosciuto nella mia giovinezza, quando ho cominciato a studiare medicina. Questo spirito non esisteva, era anzi assolutamente inimmaginabile. Il medico che praticava degli aborti, era un medico imbroglione. Chi pretendeva di eliminare questi malati alla fine della loro esistenza era nei nazisti. Ricordatevi, quando discuterete con coloro che pretendono per "generosità di cuore" di mettere fine ai dolori del loro prossimo, coloro cioè che praticano l'eutanasia, ricordatevi che c'è un errore di ortografia in tutti i dizionari e che questo nome è scritto a lettere di sangue nella storia; questo nome è scritto "eutha-nazi" e quando avrete ben capito questo, voi saprete cosa è l'eutanasia e saprete in misura precisa chi sono le "grandi coscienze" e che cosa si cerca di inculcare nel nostro Paese. Bisognerà forse che io vi ricordi, allora, che cosa è la vita e che io vi riporti alla memoria come essa si trasmette e come noi, genetisti contemporanei, possiamo immaginarla.

Vorrei innanzitutto soffermarmi su una nozione abbastanza semplice e cioè che la materia vivente non esiste; contrariamente a quanto vi insegnano a scuola non c'è nessuna materia vivente per la semplice ragione che la materia non si può riprodurre. Non si sa nemmeno riprodurre un' altra pietra. In altre parole non c'è della materia vivente, ma della materia animata.

Questa materia animata è effettivamente ciò che ci costituisce, ovvero un' aggregazione di atomi, di molecole che hanno questa particolarità , di possedere una specie di informazione che permette loro (parafrasando Democrito) di sottomettere il caso alla propria necessità . Ciò che noi facciamo, ciò che fanno tutti gli esseri viventi è di cogliere quella specie di formicolio di energia che è il movimento delle molecole e degli atomi e di orientarlo in un senso che corrisponde alle necessità dell'essere vivente, e che determina la separazione ordinata delle molecole. Siamo dunque obbligati a prendere la materia al suo stato più fine e così pure l'energia. Ciascun essere vivente, peraltro, è in grado di far incontrare la materia e l'energia al loro livello pia infinitesimale, ed è capace di farlo molto meglio di qualunque fisico, andando a cercarle là dove esse si trovano. Ciò è possibile perché ogni piccola cellula vive e si sviluppa secondo un linguaggio straordinariamente miniaturizzato (codice genetico) capace di prendere la materia al suo grado più fine. Il nostro mestiere è di cogliere la materia dal vivo. Ciò non è facile, sono stati necessari dei millenni per arrivare al punto attuale. Si potrebbe fare una sorta di tavola delle conoscenze e la cosa migliore sarebbe che io riprendessi insieme a voi una specie di parafrasi di un vecchio modo di definire lo spirito: esso veniva definito per le sue qualità e i suoi doni. Ci sono 7 doni dello Spirito ed il primo è la saggezza. Nella genetica umana, essa è tentare di capire a che serviamo e perché facciamo questo mestiere.

È da un bei pezzo che i mediai hanno in qualche modo definito le loro funzioni, eppure noi sappiamo che 21 anni dopo la Proclamazione dei Diritti dell 'uomo, a Parigi si usava ancora calmare i malati di rabbia legandoli fra due materassi e sappiamo pure, con la stessa certezza, che non sono quelli che legavano tali malati o che bruciavano gli appestati nelle loro case che hanno eliminato la peste e la rabbia...

Peraltro 12 anni dopo la bocciatura di un progetto di legge mirante a proteggere questi infelici morsi da un cane o da una volpe rabbiosi, nacque, in un piccolo paesino del Jura, un ragazzine che i genitori chiamavano Louis: era Louis Pasteur e la sua vita è stata esclusivamente fondata sull'idea di comprendere il meccanismo di una malattia e di attaccare la malattia e non il malato. In qualche modo, scoprendo la batteriologia, Pasteur avrebbe potuto tentare di usare i batteri per fare la guerra (la Francia aveva appena subito una grande sconfitta), ma la prima cosa che egli ha fatto, fondando questa scienza, è stato di inventare un vaccino per lottare contro la malattia e per proteggere gli uomini. Noi dobbiamo a Pasteur molto più che l'aver semplicemente inventato il vaccino contro la rabbia.

Dobbiamo a lui il fatto che, avendo utilizzato immediatamente i vaccini, inventando i vaccini, egli ha in qualche modo vaccinato l'umanità contro un loro uso abominevole. Ancor oggi i dittatori si vergognano di ammettere di avere laboratori segreti per la produzione di armi batteriologiche mentre si vantano di avere la bomba atomica.

In definitiva: il complesso della medicina si può definire da ciò che ho appreso quando ero al catechismo: bisogna avere l'odio del peccato e l'amore del peccatore. Ciò riassume molte cose, in particolar modo riassume la medicina, che è l'amore del malato e l'odio della malattia. Ed è per questo che vi ho parlato della vaccinazione e dell'uso abominevole delle malattie.

Tutto ciò fa parte (o faceva parte) del piccolo catechismo del medico; questo piccolo catechismo è di una straordinaria saggezza e semplicità ".

a cura di Elisabetta Nicoletti